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lachiaramazza con la forza che ammazza(io, i viaggi -mentali e non- e altre amenità) April 22 compostezzasilenzio prolungato. c'era bisogno di assimilare. soprattutto le novità. questa bologna dove sono tornata è un po' diversa da quella precedentemente lasciata. soprattutto è diverso il mio modo di vivere di ora. è tranquillo. è con calma. non so poi se mi sia riuscito davvero di dedicarmi alle persone come volevo e mi ero riproposta. so che ho visto di più tutti. so che ci sono state serate interessanti. soprattutto ho trovato di nuovo il piacere delle chiacchiere, anche della filosofia a volte. ho scoperto che mi piace a priori: non mi importa dove si va a parare, mi dà piacere il solo fatto di parlare con le persone, di condividere idee, parlare di me, ascoltare degli altri. è un piacere sottile ma mi prende molto ogni volta e inevitabilmente allontana da me le persone che non hanno altrettanta voglia di raccontarsi o di stare a sentire. si perde qualcosa ogni giorno di certi amici, insieme come si guadagna una parte ogni giorno di altri. (in realtà è sempre così quando torni da fuori: metti in discussione le relazioni dalla prima all'ultima)
potrebbe allora esser lecito chiedere che ne è delle relazioni amorose. quelle (ora perché ne parlo al plurale sembra che io sia la solita vogliosa e abbia mille uomini, ma in realtà sempre di uno si parla) restano. anzi. crescono. allora vado a genova, a fine estate, dopo la laurea (si spera), dopo la vacanza. puntatina a santiago (fissa), forse cuba, campo scout. genova mi fa un po' paura a dire il vero, ma mi abituerò. che voglia ho di andarmene in giro per tutte le strade e scoprire tutto? come a granada. ho voglia di vedere case, decidere dove voglio vivere, camminare tanto in su e in giù. come a granada. ho voglia che sia mia (almeno un po'). come granada.
ho voglia di vedere javi, anche. delle chiacchiere filosofesistenzialiste e di vedere la sua città, magari essendoci arrivati dal camino (non del tetto. quello di santiago, dico).
e poi c'è la salsa. mi prende tanto. scivoli guidata dalle braccia del tuo partner. ti senti leggera. è una bella sensazione e poi è decisamente più facile di quello che sembra da fuori.
e, infine, lo spinning. più catartico di quello spagnolo, più duro anche, ma riempie di energia.
la spagna mi manca? un po'. per certi versi. per certe sfumature. soprattutto a sentire ancora parlare di politica con la sinistra che si litiga e la destra che insulta, beh... la tentazione di correr subito di nuovo via c'è. ma poi qui ho le mie cose e sono importantissime... February 14 settimana di fuoco(ovvero: il primo lavoro)
ho lavorato questa settimana. la prof. di traduzione dallo spagnolo in italiano mi chiama una mattina che c'è uno che l'ha contattata per una traduzione e siccome mi considera la migliore (!!) del corso se sono disponibile sono la prima persona a cui la passa. vaiiiii!! la cosa bella è che quella mattina me l'ero passata tutta a rivedere e risistemare il CV per cominciare a mandarlo in giro e poi l'occasione è caduta dal cielo...
beh... la verità è che è stato un lavoraccio perché erano 67 pagine e le ho tradotte in 6 giorni scarsi, però mi sono fatta su un discretto gruzzoletto di danari sonanti...
comunque così... -1 alla partenza da qui e non me ne sono nemmeno accorta... da un lato meglio: sennò sai quanto tempo avrei avuto per pensare??? dall'altro... uffi. ME NE VADO! davvero, questa volta... non sono triste. so che era l'ora e sono anche abbastanza contenta, però so anche che tutto questo mi mancherà e che all'inizio avrò di sicuro un gran senso di vuoto. ma ovviamente... passerà!
e invece...
MODI GENIALI PER SALUTARE QUESTA STUPENDA CITTA'
venerdì sera. in barba al lavoro. serata in giro. tutta la notte con javi. beh... siamo usciti tardi così ho lavorato tutto il tempo possibile. prima tappa: chupiteria, ora, oltre al tanga (che non mi sta per quanto è minimalista!!), ho anche un ventaglio... seconda tappa: pub irlandese in pedro antonio. barman cordobese che studia italiano supersimpatico. io e javi ci intrippiamo in discorsi esistenzialisti vari fino alle 4 e mezza ininterrottamente, orario in cui il suddetto barman sostiene che doveva chiudere già da mezz'ora... kebab lì al lato e si sale fino al camborio, locale fichissimo di cui parlano sempre tutti bene e che volevo assolutamente vedere prima di andarmene. si balla un po', il posto effettivamente sballa abbastanza. alle 6 e mezza ci mettiamo con le poltroncine di vimini seduti in terrazza (il camborio ha tre terrazzoni supersboroni con veduta sull'alhambra e sul sacromonte, fate voi...). altri discorsi pesi e alle sette e mezza si va a vedere l'alba. si sale sale sale fino in cima al cucuzzolo più alto di granada, ancora più in alto del sacromonte. per la strada ci caghiamo un po' sotto perché lungo il sentiero ci sono un sacco di cactus che di notte con la sola luce della luna sembrano vivi e fanno una paura inquietante però poi da su si vede tutta granada da un lato e appena comincia a spuntare il sole tutta la sierra dall'altro. proprio per la serie: che modo migliore poteva venirmi in mente per salutare la bella, incredibile granada??? geniale!
e torniamo a casa per giri contorti esplorando la zona al di là del sacromonte basandoci sulla mia supposizione (per altro verificatasi correttessima) del: "casa mia in linea d'aria è di là". h. 8.30. entro in casa, faccio colazione con calma, mando un sms a gagge e a nanna. (alle 14 stavo già lavorando di nuovo... poi mi stupisco se dicono che sono una macchina...).
e stasera?
stasera siamo entrati all'alhambra (io e javi -ovvio-). stupendo spettacolo dell'albaicin e ultima volta al mirador san nicolas.
ora mi sento che ho fatto proprio tutto. mi resta solo di passare un po' di tempo domani al sole, in una delle mille stupende piazzette e godermi ancora un po' questa primavera granadina (già inoltrata ormai...). il calore che ti senti addosso se stai così a metà pomeriggio a leggere al sole riscalda dentro... di questa città credo sia il meglio, insieme al fatto che potresti passarti giornate intere girando per caffetterie e non annoiarti mai.
che dire... l'erasmus finisce.
il viaggio inizia.
VADOOOO
February 06 backpacking (!!)notare un albero di pesco coi fiori già tutti rosa rosa solo soletto in mezzo a una collina brulla da olivi. un gatto bianco sornione prende il sole su una roccia tra i cactus-fichi d'india. mi sta per venire male al collo per guardare in alto la parete di roccia che ci fa entrare dentro a una gola profondissima. perdersi nel girare dei mulini: che vento c'è??? pensare: cazzo, m'è passata quella vista fichissima e non sono riuscita a fotografarla! ascoltare i queen
I've paid my dues
Time after time I've done my sentence But committed no crime And bad mistakes I've made a few I've had my share of sand Kicked in my face But I've come through And we mean to go on and on and on and on We are the champions - my friends And we'll keep on fighting Till the end We are the champions We are the champions
rendersi forse conto finalmente di quanto è fico esser nella condizione in cui sono: vacanza, esami finiti, una tesi da scrivere e quattro mesi abbondanti per farlo senza fretta, un futuro che aspetta, impaziente -è vero-, ma ottimo nelle sue prospettive, l'uomo della mia vita che dice: chiara, quando torni???, beh... magari è vero: I've had my share of sand kicked in my face but I've come through, we are the champions...
vuol dire che il viaggio mi chiama quando mi perdo a pensare così guardando fuori dal finestrino di un pullman, seguo precisamente le parole della canzone che ascolto e nel frattempo non perdo il filo di nemmeno un pensiero e non smetto di osservare nemmeno un particolare di quelli che mi passano davanti, anzi ne registro i più interessanti, o forse i più insoliti da esser notati per la maggior parte delle persone. torno dal mare, una giornata stupenda (il sole -non so come- mi accompagna ovunque vada ultimamente, anche quando a granada la mattina c'è una nebbia che non si vede più lontano del proprio naso...), con una voglia incredibile di partire. mi aspettano tante ore di pullman così, il naso incollato al vetro del finestrino, cuffie nelle orecchie (ma quante pile devo comprare per il muvo prima di partire???) e colline brulle di ulivi che scorrono, sullo sfondo. chissà come sono le colonne d'ercole? chissà quant'è vicino il marocco? dicono che chiunque vedendolo si dice che ci potrebbe tranquillamente arrivare a nuoto (un sogno mica da poco per i migliaia di marocchini e africani che ci provano tutti i giorni...). chissà se è vero che sulla spiaggia di tarifa si trovano conchiglie giganti come mi ha detto rick??? chissà quante voglio portarmene a casa... come se già non avessi troppa roba al seguito... chissà se a gibilterra c'è quell'aria tutta inglese da villette a schiera e strade ordinate che ho percepito in irlanda del nord nei quartieri protestanti di derry o belfast? chissà se la gente parla davvero inglese o se è un espanglish schifoso come solo i veri spagnoli sono capaci...? chissà se ad algeciras trovo subito da dormire come spero visto che non penso proprio di prenotar niente da qui? chissà se riesco finalmente a finire i tre moschettieri?
beh... ecco. voglia di partire. voglia di genova. (conquistami inventami tanta. ma anche voglia che questi giorni qui a granada siano intensi. voglia di una serata lunghissima fino all'alba, magari con javi. voglia di una cena d'addio con un po' tutti. voglia di ultima volta a fare il bagno nelle pozze sulfuree. voglia di ultime serate, ultime bevute, ultime tapas, ultimi té. voglia di camminare per ogni angolino nascosto di questa granada. voglia di fotografare tutto mentalmente. non è più il tempo dei propositi, è il tempo delle azioni. le ultime. e poi... solo il viaggio. e dopo? atterro direttamente sul tetto di casa come al solito... February 03 libera e felice...(...come una farfalla)
esami??? finitiiii!!
da ieri sono ufficialmente in vacanza. però ancora non mi rendo bene conto della cosa. sarà la presenza di livia e la mancanza della mia solita dormitona (tipo 12 ore o più) riparatoria post-esami. comunque ho finito. fatto. concluso. terminato. ora mi separa dalla laurea il solo scoglio degli esami finali di luglio (quisquiglie -direte voi- insomma... bisognerà vedere -dico io- ma è fichissimo uguale!).
12 giorni appena mi separano dalla mia dipartita direzione colonne d'ercole (il che significa che soli 21 mi separano da genovacuoreamore...). beh... che dire? pochi sono pochi davvero. che poi questi pochi giorni di spagna coincidano con la mia vacanza da fine esami fa sì che lo stordimento sia generalizzato. non sto mica riuscendo a fare mente locale davvero e organizzare seriamente il viaggio... partirò senza sapere dove dormo la sera, né esattamente dove sarò il giorno dopo, ma è bello per quello -suppongo- e anche perché c'è qualcuno che mi aspetta con impazienza mentre girovago allegramente. (la verità è che aspetto con impazienza anch'io...).
beh... domani se il tempo ci assiste io e livia andiamo al mare. spaparanzate in spiaggia a prender il sole, leggiucchiare e nient'altro... sana, vera, lunga, goduta... VACANZAAA!
vi lascio ora, amici. tempo di fare qualcosa della nostra serata. a presto. January 29 nevemi alzo prestissimo per andare di corsa a comprare il giornale che regalavano un dvd e più tardi non se ne sarebbe trovata una copia neanche a girare tutte le edicole della città e cosa mi trovo??? tutto coperto di neve fresca e morbidina. quando sono uscita non c'erano pedate da nessuna parte, era fichissimo... ma poi la meglio cosa... questa città è capace di stupirti per queste cosine... alle otto di mattina tutto pieno di neve, poi sole e alle undici ci sono dieci gradi e si è sciolto tutto (andiamo proprio d'accordo io e granada in questo senso, ha proprio capito che a me la neve piace finché è appena caduta, poi basta!). insomma... giornata memorabile per quanto era blu il cielo, quanto caldo il sole e quanto limpida l'aria. e allora mi sono tolta un altro propositino e con livia siamo salite al sacromonte. c'è tutto un mondo gitano lassù. proprio bello. un po' come l'albaycín, ma ancora più rustico e abarbicato su in cima. domani primo esame (e anzi... corro a letto ora), la sessione più breve della storia ha inizio e da giovedì... VACANZAAAA... nel frattempo ho cominciato a prendermela lo stesso... ieri sera. chupitería. chupito su chupito siamo tornati a casa storti (eravamo con javi), ma io mi sono guadagnata per soli 40 punti (oh... non li ho bevuti io tutti quei chupitos, eh???) un ottimo tanga superminimalista che credo proprio non mi azzarderò nemmeno a provare, ma finirà direttamente attaccato in camera mia appena torno...
scappo a nanna. in bocca al lupo, chiara. crepi. January 27 meno di un mesescusate. lo so che non vi ho considerato molto negli ultimi giorni. non tanto per la mancanza di avvenimenti (anzi!), ma perché ho scritto più per me, sul diario: questa settimana mi pigliava bene così. comunque oggi approfitto perché domani arriva qui livia e per una settimana mi dedicherò a lei, oltre ovviamente a dare gli esami che mi toccano...
a proposito: oggi ho partecipato alla mia ultimissima lezione e con questo -in teoria- si chiude la mia laurea specialistica. (poi da brava probabilmente a qualche lezione del secondo semestre ci andrò per non perdere il ritmo a tradurre e non finire di scordarmi per bene tutti i casi del russo). comunque tra soli sei giorni avrò finito anche tutti gli esami (e questi -esami finali esclusi- per sempre davvero!). sono riuscita a prestare i miei appunti a qualcuno anche qui (pensate voi!!) e a farmi dire anche qui che sono una macchina nel riuscire a fare tutto... mah??? a me sembra così naturale... comunque anche qui tra una settimana mi troverò nella solita condizione di ogni fine sessione da cinque anni a questa parte ad aver finito gli esami e non aver altro che voglia di uscire con tutti che ancora sono lì a studiare... per fortuna c'è javi che finisce presto anche lui e dopo... a tajarnos juntos!
riaproposito: ieri sera fichissimo... camminavamo chiacchierando e siamo arrivati nel realejo dove abbiamo visto una superscalinata che saliva di brutto. insomma... sali che ti sali siamo arrivati in cima al realejo alto dove c'è un giardino monumentale (chiuso di notte, ma da tornare a vedere assolutamente) e un paio di punti da cui si vede tutta tutta la città. ci siamo accorti che la conosciamo bene oramai e poi ci siamo messi a filosofare sul fatto che in una città ci siano tante persone che vivono con te e che tu non conosci affatto. un traffico umano che si sposta e vive e di cui tu, sebbene sei consapevole dell'esistenza, in realtà ignori totalmente. poi il discorso è partito sugli amici all'estero che in ogni momento che tu vivi stanno vivendo anche loro però magari fanno colazione mentre tu dormi o mentre tu ceni e siamo arrivati alle interviste con schizofrenici che fa alba (la ragazza di javi) per un esame di psicologia che deve dare. non male come associazione di idee, no? poi ci siamo detti che quello era un ottimo posto dove essere ammazzati visto che non c'era nessuno ed era tutto buio (eccetto una coppietta che scopava in macchina... tutto il mondo è paese...), dopodichè abbiamo scoperto che una strada ci collegava all'alhambra e siamo riscesi dall'altra parte fino all'albaycín. birrino in un posto in carrera del darro e chiacchiere su "diversi approcci adolescenziali al sesso: ragazze e ragazzi a confronto"... (insomma... sì, siamo un po' malati, ma vabbè...).
per quanto riguarda la mia listina di propositini... beh... uno ad uno se ne stanno andando tutti, ma uno ad uno ne sorgono altri quindi ormai ci ho rinunciato... il tempo non sarà mai abbastanza per levarsi tutti gli sfizi, quindi non resta che pensare a tornare...
intanto... gran voglia di vedere questa santiago e gran voglia di farmi qualche tappa almeno del camino de santiago (spiritualmente sì, ma evidentemente non cattolico per quanto mi riguarda). chissà che il mio viaggio di laurea a cuba non subisca qualche modifica??? beh... intanto di viaggio me ne aspetta un altro per cui sono abbastanza impaziente. ho una gran voglia di vedere gibilterra e guardare il marocco da vicinissimo... (mi sono presa il passaporto da casa solo per avere la possibilità di assecondare eventualmente lo schiribizzo di imbarcarmi e finire sull'altra costa... non penso lo farò, ma non si sa mai, no?).
e poi??? a zena mi aspetta un megasorpresone -pare- chissà dove mi porta quel matto là??? difficile chetare la curiosità... però... quanto sono fiche le sorprese???
con questo eccesso di punti interrogativi che non se ne può più vi lascio. ho una cucina e una camera da pulire, IO, tanto per togliere la casa per almeno un paio di giorni dallo stato di abbandono in cui verte... (?????????????? non ci credo nemmeno io ?????????????).
venga, chau. January 19 dal punto di vista della rospacon una lacrima salutai per l'ultima volta il bel principe e lo guardai mentre se ne andava. poi saltellando me ne tornai al mio stagno. da molto tempo sapevo che un giorno una ragazza mi avrebbe strappato con un bacio il rospo dei miei sogni...
un'altra volta dal cuentacuentos. ogni volta che andiamo si supera e io sto tutto il tempo a guardarlo incantata e a sorridere. vorrei davvero raccontare qualcosa io. avrei anche il racconto giusto e già in spagnolo, solo che... inanzitutto ce l'ho in italia e quindi dovrei cercarmelo qui o farlo cercare a mia madre e poi so già che quando sono davanti al pubblico che pende dalle mie labbra mi cago sotto. (luca, ricordi la sera del racconto alla scuola??? che ansia! però che fico il post...). insomma... ci penso un'altra settimana, eh?
giorni strani. sempre un po' di corsa, ma in generale rilassata. l'avvicinarsi degli esami (e soprattutto della fine delle lezioni), come al solito, invece di farmi entrare in ansia mi rilassa totalmente: ormai è fatta -mi dico- e qui in erasmus ancor di più perché per la verità la mole di studio è davvero irrisoria comparata con quella che avevo in italia. non è che non ci sia niente, anzi la roba è tanta, ma è che non c'è proprio un paragone... poi il vedere tutti superagitati (fuguratevi gli spagnoli che sono abituati a non fare un cazzo tutto il tempo...) mi dà ancora più tranquillità. va be'... ochei. forse sono un po' stronza... ma è che non riesco proprio a capire come facciano ad agitarsi per così poco, invece di esser contenti che poi hanno vacanza appena finisce tutto, cioè in nemmeno tre settimane... dovrò convincermi: decisamente sono una schiacciasassi... comunque ho provato a fare la mia solita opera di trasmissione di energia positiva parlando coi miei compagni spagnoli di russo e terminologia cercando di convincerli che non è nulla di trascendentale, che non si preoccupino, che ce la possono fare, ma ho fallito miseramente... qui funziona ancor meno che alla sslmit (dove davvero c'è una buona dose di agitati cronici). mi guardano come una specie di mostro che, non si capisce come, ha la scienza infusa e conosce i segreti del russo e dello spagnolo a tal punto da poter addirittura tradurre tra i due... ohimè... e si dicono che è normale che a me sembri facile... mah... SSSS (sono strani 'sti spagnoli!), lo continuerò a ripetere.
domani partono le triestine e stasera ci salutiamo andando a vedere il flamenco, se troviamo posto. entro, dunque, nella fase finale di questo erasmus. (mi sembra quando in tv fanno la pubblicità alla fase finale di quei programmi tipo saranno famosi o il grande fratello...). mi sento tranquilla. mi sembra non ci saranno rimpianti. non come a natale che più di una volta ho pensato che non sarei dovuta tornare. tra poco davvero ci saranno cento buoni motivi per essere in italia piuttosto che in spagna -o almeno così mi dico ora-. quello che voglio fare quando torno è soprattutto dedicarmi alle persone, ora che per la prima volta in cinque anni ho davvero il tempo di farlo per bene e con calma. la domanda è: le persone (voi) mi daranno (darete) una mano???
January 15 stranezzastrano weekend questo. sono talmente poco abituata a cazzeggiare che farlo per due giorni mi sprofonda in una specie di oblio tra il piacevole e l'insolito. sono appena tornata a casa dopo esserne stata fuori per circa 30 ore.
pomeriggio di ieri, uggioso, umidiccio e freddo con chiara e antonio passeggiando per los paseos del río genil, poi solo con antonio su su fino al realejo alto: c'è tutto un mondo granadino che non conosco affatto e che a questo punto sarà dura conoscere bene bene visto che si trova dalla parte opposta della città... comunque ho ritrovato i graffiti stupendi di quattro anni fa. mentre allora la città ne era piena tanto da farci pensare che ci fosse stato un accordo tra il writer e l'ayuntamiento, ora ce n'è una densità altissima solo nel realejo, la zona più popolare e semplice della città (o almeno questa è l'idea che me ne sono fatta osservando le case e le persone). i graffiti ritraggono in gran parte bambini che hanno facce tristi e dicono frasi sulla natura del mondo e sulla precarietà di tutto. danno un po' di angoscia la verdad però sono un lavoro eccezionale: un conto è fare una scritta con una bomboletta, un conto è fare i tratti di un volto con le sfumature e il senso di tridimensionalità ben spiccati. poi si scende... cioccolata calda in un posticino vicino al fiume. chiacchiere tra aspiranti traduttori, una forlivese, uno triestino (ma ce la farò davvero a laurearmi a luglio? ma prenderò davvero 110? hombre... ¡sí, guapa!).
sera, cena a base di pesto della nonna rosita, tortino di zucchine e salame di antonio, dolcetti tipici granadini, tanta birra e vino a casa di antonio e vale, insieme alle coinquiline spagnole laura e guiomar, a chiara e a una ospite albanese, ma acquisita triestina, julia. inizia la fiera del yo nunca, il non ho mai che si gioca in italia. quel gioco dove a turno si dice una cosa che non si è mai fatta e chi l'ha già fatta beve. veramente in spagna si gioca che se proprio ti va di bere (o di fare sapere a chiunque le cose più scabrose che hai fatto -dipende-) puoi benissimo dire anche cose che hai già fatto. io avevo dei dubbi su questa regola, ma alla fine vengono solo fuori il doppio delle cose. insomma... scheletri negli armadi. personcine per bene -abbiamo scoperto- nessuna. le ragazze tutte superguarras, come si dice qui. risultato: bevono tutti un sacco, si fanno un sacco di chiacchiere perchè nonostante tutto nessuno è ubriaco, mi dicono se voglio dormire lì (non concepiscono ancora bene come io possa camminare almeno un'ora al giorno se non di più e ogni volta che parto da casa loro che è davvero lontana iniziano a compatirmi un po'). insomma... ho accettato. divano comodissimo, calduccino, bei sogni (ho dormito da dio!).
oggi. sveglia, colazione, chiacchiere. tapas + lomo molto buoni al patrona de graná, pub sotto casa loro dove gli offrono sempre mille cose. pomeriggio in casa a guardare la malaeducación (fico! in italia mi ero rifiutata di vederlo al cinema perchè volevo vederlo in spagnolo).
alla fine arrivo qui solo un paio d'ore fa...
stasera??? fuori ancora!
mah... credo che arriverò in fondo alla settimana distrutta, ma decisamente poi rimpiangerò la loro partenza. non ho mai visto i miei coinquilini studiare tanto come in questi giorni... temo si uscirà davvero poco nelle prossime settimane, visto che oltre tutto gli altri finiscono gli esami dopo che sarò partita. (e per fortuna c'è javi: sarà il mio punto fermo!) poi mi dedicherò anima e corpo a me, ai miei propositini, alla tesi, a fare il pieno di spagna e a farmi due gambe enormi con lo spinning... ho tanta voglia anche di leggere, di passare un pomeriggio intero nella biblioteca dell'hospital real e farmi catturare dai moschettieri o da qualsiasi sia il libro del momento.
beh... strana, ma decisamente felice. besitos January 11 propositini(prima di tornare devo...)
beh... ce n'è. senza dubbio. magari non riesco a far tutto, ma se lo scrivo qui è più probabile. il ritorno. sono arrivata a casa carica dopo aver scalato la salita ed entrando in casa è stato come se tornassi da prender una birra in calle elvira... non è cambiato nulla, i coinquilini mi hanno fatto festa e abbracciato. unica novità: una playstation, ovvio acquisto di keith. ora la sera si sentono grida e schiamazzi uscire dalla sua camera per le partite a fifa che si sparano con jaime e mati, due degni compari, ovviamente. io scuoto la testa in cucina, ma alla fine sono divertenti... poi c'è il viaggio, quello che progetto da un po', quello che mi riporterà a casa. ora sono orientata a non passar più dalla francia (basta con questi francesi!). voglio arrivare a zena per mare. penso mi imbarcherò a barcellona. che modo migliore e più nostalgico di questo per lasciare la spagna??? che modo migliore e più riflessivo di abbracciare l'italia???
questo mese di spagna sarà intenso. lo sento. December 14 colori d'oltreoceanomi sono ricordata che avevo fatto un back up dei dati che avevo sul pc di casa prima di partire e che c'era dentro anche il famoso racconto sull'argentina...
beh... eccolo. ripeto ancora una volta che l'ho scritto che avevo diciassette anni e che, se non sono sostanzialmente cambiata per lo meno nell'idealismo, in generale sì che sono cresciuta... comunque questo racconto (che considero tutt'ora una delle cose migliori che ho scritto) mi è valso il primo premio del concorso letterario della scuola in quarta (pari a 100 sacchini del vecchio conio) e la grande soddisfazione di stringere la mano sporca di burro (stavo preparando crêpes...) alla preside in pigiama (si era detto: domani tutti in pigiama per far gli scemi! poi ovviamente eravamo tre stronzi che sembravano scemi davvero...).
venga, vi lascio con questi colori... cercate di apprezzare. e buon natale a tutti.
Latinoamérica. Viaggio a colori. Il verde sporco di un Falcon Ford del ’74 che gira piano per le strade grigie d’asfalto mangiato della città color argento, della mia Córdoba verde smeraldo. Il blu pieno e nuovo del cielo d’estate, il sole ardente di un giallo cattivo e raggi arancio crudele. Il verde sfilacciato e nuovo dei prati buoni di rugiada quando cammino molto presto di mattina coi piedi rosa e nudi. C’è poi quel marrone intenso e scuro e penetrante degli occhi sudamericani, dello sguardo latino disilluso e serio, quasi di platino, quasi lucente. E cammino per le strade d’ortica e deserte, d’un bianco disarmante la mattina presto, poi guardo intorno quell’azzurro mai visto, quella luce chiara e celeste, il profumo serio e buono e dolce che possiede ogni cosa, quasi viola, quasi il mio colore preferito. L’Argentina è d’argento e di erica, l’Argentina è un vestito rosso da sera. E anche il grigio sporco del fiume scorre veloce quando piove da quattro giorni e anche il verde assillante dei salici sulla riva e anche il giovane rossore dorato sulle mie guance dopo un’ora che prendo il sole e tingo di blu intenso l’onda scivolosa dei miei pensieri, i sogni, i misteri. Argentina, paese policromo e il rosso e il giallo e il verde e l’azzurro così spietatamente frizzante ed intenso, così pesante e nuovo e bello e i miei occhi nocciola profondo guardano sempre su, le nuvole di cotone bianco bianco, le stelle d’oro incandescente, i sogni sempre viola, le luci color stagnola. Un autobus marrone numero 56 mi trascina tra i sentieri di quel giallino un po’ sbiadito, un po’ snervante anche, a volte. Giungo sempre a destinazione e, dopo il violetto brillante di una giravolta sotto il cielo, comincio sempre a camminare veloce, camminare per ore. Cinque mesi di strada grigia percorsa, cinque mesi smeraldo, pane burro e marmellata e il sole così alto e biondo e immenso. Non bastano i colori per pitturarli bene, non bastano per tutti i dettagli e le sfumature e le ombre e i contrasti. E mi guardo intorno in un’atmosfera sbiadita e stinta di pop-corn e lustrini e il vento è così violento e giallo, quasi marrone, però i capelli li muove in un modo così turchino e purifica ancor più il bianco del cuore. Il respiro affannato e arancione di quando ho corso a scavezzacollo giù per una discesa interminabilmente verde dà un senso dolce di felicità lilla. Non mi bastano le tonalità e le tinte per dire l’Argentina, per raccontarla bene nei suoi particolari così segreti e oscuri e quasi indaco (questo colore è sempre stato così misterioso per noi bambini… senza mai capire se naufragasse nel blu o fosse effettivamente viola). C’è da pennellare intensamente, c’è da farsi appassionare dalla tela e mescolare bene colori primari e colori complementari. Bisogna amarlo questo quadro perché venga fuori davvero bene, bisogna essere così appassionatamente perduti e leggermente innamorati da metterci dentro fin tutta l’anima ed il cervello. Credo di essere innamorata al punto giusto, credo di saper usare i pennelli come si dovrebbe, dopo cinque mesi mi sembra il minimo. Cinque mesi color rugiada, il colore dell’alba e del vento, del sole tiepido della mattina celeste, cinque mesi smeraldo e tempera e acquerello, tinte calde e fredde e violetto intenso e blu notte molto denso. Il mio quadro, il mio olio su tela, 54 x 65, collezione privata, Córdoba, Argentina. La firma ben chiara in basso a destra e sotto la data e la dedica. Chiaramazza. Undici Gennaio Duemila. Para estos malditos días de Argentina. December 12 ma che ho la faccia da cartina???si vede che ho la faccia di quella che sa la cartina della città a memoria perché nell'ultima settimana mi hanno fermato almeno quattro persone per chiedermi indicazioni per raggiungere luoghi... principalmente turisti spagnoli durante il weekend. con mia grande sorpresa ho scoperto che so dare indicazioni meglio a granada in spagnolo che a bologna in italiano... è che a bologna mi fermano sempre persone in macchina nella mia zona notoriamente strapiena di sensi unici e divieti tanto da giustificare l'affissione di cartine esplicative della viabilità all'interno del quartiere e dove io giro quasi solo in bici infischiandomene dei divieti... dunque finisco sempre per dire: "guarda, in linea d'aria è per di là ma non ho la più pallida idea di come puoi arrivarci in macchina". invece qui, fichissimo! "sigue recto y te encuentras en una rotunda, doblas a la derecha y..." insomma... forse ce l'ho veramente la faccia di quella che sa la cartina a memoria (o forse la so veramente a memoria???). bah... a genova non saprò mai dare indicazioni così...
non c'è niente di meglio di...
camminare per una granada gelida e semideserta tornando da un concerto jazz più film del terrore (che puntualmente ho cercato di smontare) a casa di amici cantando a squarciagola vasco per la gran vía.
sono quasi tre mesi che sono qui... volati, letteralmente.
... e va bene così... SENZA PAROLE... SENZA PAROLEEE...
ma c'è ancora in tv lo spot della nuova punto con questa canzone di sottofondo? va be'... tra quattro giorni me ne accerterò di persona...
namaste. December 11 cito ancora, ma liberamenteahora, chiara es otra chiara. ¿debe tenerles miedo también a las chiaras que, de aquí en adelante, ella será?
ah, el tiempo, ese maldito coleóptero que hace su insistente pelota de mugre con la carne y la emoción.
[...]
deseo intensamente lo que espero lánguidamente.
ho finito il libro. ecco.
poco più di cinque giorni mi separano da genova e ho già scritto 23 pagine della tesi finendo la seconda serie di predicati su quattro... mica poco, eh?
il prossimo intervento dall'italia, dai, ci provo! December 10 eventicuentacuentos
lo sapete cos'è un cuentacuentos??? vero che no? beh... è una persona interessante e divertente che racconta storie (forse la traduzione in italiano è cantastorie, ma questo non le canta, le racconta...). l'altra sera sono andata a sentirne uno... ci ha raccontato tre storie super. tutti zitti zitti ad ascoltarlo intrigati... e pare che racconti storie tutti i mercoledì in una tetería del centro. poi se uno vuole c'è un momento della serata in cui c'è spazio per i cuentacuentos esordienti... (pensavo quasi di rispolverare il buon vecchio libro della giungla... ma poi mi vergogno un po' a parlare davanti a tutti e in più in spagnolo...). comunque mercoledì tappa fissa, anche se mi perdo aquí no hay quien viva, la mia sit-com spagnola preferita, nonchè l'unica che io abbia seguito anche se solo rarissimamente....
cabo de gata
ieri, come annunciato, gita a cabo de gata, nei pressi di almería. (costa mediterranea, tra qui e murcia, sotto valencia). beh... fico. c'erano circa 25 gradi, da far invidia a chiunque... sole caldo caldo, acqua del mare fredda freddissima. siamo andati io, javi e orianne in macchina con matthieu e nell'altra macchina caye, suo fratello bruno, la sua ragazza italiana arianna (di ragusa), una sua amica claudia (di castrocaro terme) e un amico di bruno sergio (un figo paura). a cabo de gata c'è un faro come in ogni promontorio che si rispetti e delle scogliere che cadono in acqua. non sono molto ripide, però a guardarle dà l'idea che deve fare davvero caldo lì d'estate. (voi direte: embè... se ci sono 25 gradi d'inverno...). mangiata in una bettolaccia locale: calamari fritti, costolette di maiale (in realtà è un taglio tutto diverso da quello che intendiamo noi, però la traduzione è questa...), baccalà. paesino di san josé dove la spiaggia migliore indicata dalla guida era quella de los genoveses... guarda un po' te le coincidenze... (io ovviamente ho rotto le palle tutto il giorno per andarci, ma alla fine non mi ci hanno portato perchè già tramontava... uffi...). comunque giornata fichissima. (guardatevi le foto, provare per credere...)
sessione di G.A.P.
glúteos-abdominales-piernas no??? beh... forse non tutti sanno che cos'è il GAG in italia... gambe-addominali-glutei, una roba abbastanza pesa che si fa in palestra con la musica e che di solito poi torni a casa che ti fanno male le gambe e gli addominali. ecco, in spagna (anche giustamente, direte voi...) si chiama GAP. allora stamattina che non avevo lezione sono andata... total... adesso mi fanno male le braccia e gli addominali... (le gambe sono potentissime con lo spinning...). la maestra è quella più tosta quando fa spinning, però il pubblico, essendo di mattina, era quasi solo di vecchie allampanate (le palestre non si smentiscono mai...). comunque fico. come farò senza tutto questo movimento nella lunga pausa natalizia??? (bastardi, smettetela di suggerirmi rimedi kamasutrici!!) December 07 fare chiusuraper la prima volta in vita mia ho fatto chiusura in una discoteca... se poi considerate che la discoteca era spagnola significa esserci stati dentro fino alle 6. la questione era questa: le mie ospiti barcellonesi volevano vedere l'alhambra e l'unico modo era andare alle 8 a comprare i biglietti. allora, invece di prendere la decisione coscienziosa di andare a letto presto e bla bla bla ci siamo dette: "vai, facciamo la lunga!". dopo la disco (in cui il ritmo di salsa mi ha trasportato a tal punto che ho deciso che al ritorno in italia farò un corso...), colazione a churros y chocolate (io tostadas e tè), poi io a casa alle 8 e un quarto, loro dentro all'alhambra alle 8 e un quarto... adesso ho delle occhiaie profondissime e lunghissime... (nonostante ciò sono uscita con javi ieri e stasera ho appuntamento con chiara e antonio per ascoltare racconti arabi recitati in una tetería, poi domani gita a almería, venerd¡ chissà...).
questa settimana qui è una specie di ponte lunghissimo perché è festa sia il 6 che l'8. ieri era il día de la constitución, si commemora che
El 6 de diciembre de 1978 el 67’1% de la población española llegó hasta las urnas para votar la Constitución, de todos ellos solo un 7’8% lo hizo en contra, mientras que el 87’9% votó a favor. La victoria constitucional fue innegable. Los españoles habían pronunciado un “Sí” que no sólo expresaba el respaldo al texto constitucional sino que, más allá de ese voto afirmativo hacia esos 169 artículos, España estaba apoyando a la democracia y por ello esa transición de consenso, tolerancia y olvido debía seguir adelante.
io dovrei studiare e andare avanti con la tesi questi giorni, ma... è che il gomito mi fa contatto con il piede e... però prandi mi ha risposto dopo aver letto le prime 7 pagine di tesi e dice che va alla grande e di continuare cos¡! (che uomo! che uomo!). solo 9 giorni mi separano dal mio cuoreamore e la vita granadina non potrebbe proseguire meglio di così: tutte le sere qualcosa di nuovo, una scoperta costante! beh... non mi lamento, va'. baci a tutti da chiara tornata coi piedi per terra (forse...). December 06 semplicemente citouna unión: terrible palabra, suena tan contundente y definitiva que parece una enfermedad terminal. cáncer de entraña. metástasis de los sentimientos.
[una unione: terribile parola, suona tanto contundente e definitiva che sembra una malattia terminale. cancro alle interiora. metastasi dei sentimenti.]
il libro che sto leggendo mi piace molto. punto. notte. (ho decisamente bisogno di dormire... poi vi racconto...)
December 02 canto liberamenteIn un mondo che
prigioniero è respiriamo liberi io e te E la verità si offre nuda a noi e limpida è l'immagine ormai Nuove sensazioni giovani emozioni si esprimono purissime in noi canto liberamente quanto liberamente mi accorgo che sono trascorsi due terzi del mio erasmus e non c'è nulla di cui mi possa lamentare. non del fatto che restino pochi giorni (appena una quarantina e spezzati da una lunghissima pausa natalizia) perché ho voglia di tornare e cinquecento cose stupende da fare al ritorno e non ho voglia di rimandarne nemmeno una. non di come sono corsi veloci i giorni passati per l'intesità che li ha caratterizzati, per le persone conosciute, per il tempo dedicato alla mia persona. non per il contenuto dei miei pensieri sempre così leggeri, così pieni di passioni -anche- e ora finalmente ritornati a toccare terra con i piedi e a fantasticare di terrene esperienze. ho visto blade runner martedì. V.O.S.E. versión original subtítulos españoles solito tête à tête con javi (questa cosa del noi due a quattr'occhi comincia a sembrarmi buffa, però senza dubbio continua ad essere piacevole). [adesso sicuro javi, a cui ho dato l'indirizzo del blog, starà leggendo... anzi... si estás leyendo... hola, que esta es para ti...]. film non male, ma ero un po' distratta da erotici pensieri mentre lo guardavo, non so com'è...
ho visto harry potter e il calice di fuoco mercoledì. mi hanno convinto le mie compagniucce di corso italiane renza (di macerata) e chiara (di mestre) perché io non ne avevo mai visto e letto uno... oh, però... fico! mi è piaciuto parecchio... non pensavo. harry è davvero un dritto. con noi anche un ragazzo di brindisi, antonio. mie nuove conoscenze italiane, ma anche davvero piacevoli e in tono con l'atmosfera di tranquillità e polleggio che mi sento ora tutt'intorno. con loro si balla, ma con calma, si fa tardi, ma solo se ne abbiamo voglia, si beve, ma solo se ci va, si mangiano tapas, ma solo se abbiamo fame, si chiacchiera, sempre e tanto. così mi piace... mmm... sa di buono. poi mi dico: "peccato manchi così poco..." e penso: "beh... in italia tanto ci si vede di sicuro!"
palestra: due settimane al cento per cento cinque giorni su cinque di puro spinning. mi sto addensando -così dice gagge- sì, perché pantaloni ora larghi e specchio denotano una palese e potentissima tonicità, ma la bilancia segna sempre uguale (è che mangio un sacco, anche se pur sempre prima del tramonto...). però mi stupisco per come sono assidua e per come mangio cose buone e quasi esclusivamente elaborate con cura dalle mie manine (mentre i miei coinquilini si nutrono di fritto e alcolismo...).
beh... e ora nemmeno due settimane prima di natale. tempo di organizzare le idee, decidere cosa mettere in valigia e già sono lì da voi (anche se prima puntatina a genova e solo poi a bologna...). anzi, se qualcuno vuole qualcosa da qui lo dica ora o mai più perché dopo natale non posso appesantirmi causa il di me iniziatico viaggio gibilterra-genova zaino in spalla e via che ormai è una convinzione più che una supposizione...
due parole sulla citazione: per dirlo in russo dumaju cto ocen' xoroscio podxodit (con una trasliterazione quanto meno azzardata, ma... penso che ci stia proprio bene). ochei, le giovani emozioni non convincono molto nemmeno me (possono le emozioni essere giovani o vecchie???), però insomma... l'idea generale mi trasporta. ecco.
da domani a lunedì ospiti qui da me due compagniucce di forlì, laura ed elisa, in erasmus a barcellona, più di loro amica a me ignota, scopo breve visita granatiensis urbis (ci avrò preso coi casi??? quanto digiuno di latino...). insomma, così vi lascio e buon viaggio... November 26 cosa ci posso fare?niente da fare... la meglio gioventù part II mi è stata fatale... io giuro che ci ho provato. mi sono detta prima di uscire: "va bene, non ti preoccupare, adesso sei a posto, il fervore dei giorni scorsi ti è decisamente passato e poi nel film non c'è proprio niente di cui piangere, soprattutto tu che per i libri e per i film non piangi mai..."
niente. cinque volte... cin-que-vol-te.
SONO IRRECUPERABILE.
ma una cosa deve fare se si siede sul divano un momento a leggere nel pomeriggio e dopo poche pagine legge questa frase:
se sentía maravillosamente llena de ternura, y vacía de preocupaciones. pensó que si aquel momento se prolongase eternamente, su espíritu no podría resistir la sobredosis de placer y estallaría de plenitud, de madurez, de perfección. se rompería y lo mancharía todo de goterones de belleza, de refinada sensualidad y goce limpio.
[si sentiva meravigliosamente piena di tenerezza, e vuota di preoccupazioni. pensò che se quel momento si fosse prolungato eternamente, allora la sua anima non avrebbe potuto resistere all'overdose di piacere e sarebbe esplosa di pienezza, di maturità, di perfezione. si sarebbe rotta e avrebbe macchiato tutto con goccioloni di bellezza, di raffinata sensualità e godimento puro]
proprio come si sente una... (va be'... con più fronzoli, ma il succo è quello)
poi scende correndo la discesa di casa, un po' per il ritardo, un po' perché è incredibile correre giù per di lì e riempie di puro piacere e la prima canzone che c'è nel muvo (che non so nemmeno cosa ci ho messo su...) è should i stay or should i go? bella domanda... me la stavo giusto ponendo... should go... obviously
proprio la domanda che si stava ponendo una... (e alla quale per altro s'era già risposta)
poi si trova a piangere senza ragione per un film che da piangere non c'è nulla e che è anche un filo buonista sul finale se vogliamo. per la serie tutto finisce bene, volemose bene pure noi. però è che la gente si vuole bene nel film e si ama e si sposa e si trasferisce.
proprio quelle cose a cui pensa una...
una va a finire che conclude che l'unica è tornare a casa facendo giravolte viola, ma prima meglio chiamare gagge, rischiare di dire ti amo a dani r che risponde per fare lo scemo, piangere (di felicità!) un'ulteriore volta tanto per assicurarsi gli occhi rossi l'indomani mattina, poi correre (e dico correre!) su per la salita, mentre magicamente nel muvo si ascolta i get no doubt. no no, infatti, dubbi? io? zero.
va be'... poi dicono che uno nelle canzoni, nei film, nei libri ci vede quello che vuole vederci, però così a una le pare troppo...
ps: per le giravolte viola rimando a quella che considero la cosa più bella che ho scritto anche se a quest'affermazione bisogna farci la tara: avevo 17 anni, ero molto meno disillusa di adesso e facevo molti più viaggi mentali di ora (stamo freschi...), oltre a scrivere molto di più. però ero in argentina. argentina come spagna. per prendere le decisioni della vita. adesso più consapevolmente di allora, perché -si sa- a 17 anni anche se hai il sospetto che sia una scelta vagamente fondamentale ti concedi (per adolescente insicurezza) quanto meno il beneficio del dubbio. allora decisi in un giorno che le lingue e i viaggi erano le due cose che amavo di più. ora decido in un sol giorno (va be'... facciamo 3-4) che gagge è la terza (in ordine sparso -ovviamente-). beh... il testo suddetto non ce l'ho qui con me, è sul computer di casa... peccato, avrei davvero voluto metterlo. comunque erano colori dell'argentina: sono felice e quando sono felice faccio giravolte (chiedete a chi mi conosce bene se non è vero che lo faccio veramente...) e quando faccio giravolte sono nel mio stato preferito e se devo comparare al mio stato preferito un colore suppongo che io debba scegliere il mio preferito. si da il caso che il mio colore preferito sia il viola e che bla bla bla. a natale prendo il racconto, lo rileggo e ve lo metto. giuro. November 23 non va bene per nientemamma che botta!
no no, non va bene per niente. per niente!
io mi emoziono per tutto. per-tut-to. cazzo, piangere tre volte vedendo la meglio gioventù mi sembra proprio esagerato. e-sa-ge-ra-to. stiamo scherzando?
mammina mia, che botta!
sto male (malissimo!) sul serio (o è che sto troppo bene?????????????????).
gagge ama dire che l'ho incastrato per bene, che l'ho cir-cui-to!
allora... i casi sono tre: o è così (come dice lui), o è che lui mi ha incastrato a me (cir-cui-ta), oppure c'è da concludere che CI SIAMO INCASTRATI. ci siamo incastrati??? (dai, porcelli, non pensate male!! va be'... sì... già che c'eravamo ci siamo anche un po' incastrati, ma questo che c'entra???).
maremmina maialina che bottaaaaa!!!!!!!!!
e torno a casa cantando... (forte)
mi puoi portare a casa questa sera?? abito fuori modena modena.
ti porterei anche in ameericaaaaa... ho comperato la macchina apposta! non la portavo mica a casa... se la sposavo non lo so ma cosa conta???
...
sono convinto che se non ci fosse stato lui mi avrebbe detto sìììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì ta tarara tarararara ta tarara sono convinto che se non ci fosse stato lui mi avrebbe detto sììììììììììììììììììì ta tarara tarararara ta tarara
tanto per chiarire. quando dicevo "vado a genova", non intendevo "vado a genova questo weekend poi torno", era un "vado vado. vado a genova..."
lo so lo so... se chiedete a gagge di questa storia tenta di dissumulare... dice che non sa niente...
ecco. bravi... non credetegli!
beh... ora mi calmo, prendo un'aspirina, bevo un bicchier d'acqua e mi passa, vero??? November 22 colonna sonora della mia vitaSe ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso. Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore che cantavi parole leggere, parole d'amore ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso. Rosa gialla rosa di rame mai ballato così a lungo lungo il filo della notte sulle pietre del giorno io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino alla fine siamo caduti sopra il fieno. è un po' di giorni che penso a quanto, mentre sono all'estero, mi viene troppa più voglia di ascoltare musica in italiano e farne la colonna sonora dei miei momenti stranieri. ed è un po' di giorni che cercavo la canzone giusta da citare per spiegare questa cosa o anche solo per aggiungere un tocco di poesia a questa raccolta sconnessa di sensazioni, piccoli drammi, mezze parole, euforie improvvise e gioie da condividere che è diventato questo blog dopo poco che ho iniziato a metterci mano trasportata dal sentimentalismo di questo mio periodo tutto particolare, insieme alla passione che mi pervade ad ogni momento e alla nostalgia degli abbracci di gagge (che ormai è diventata palese a chiunque e fa parte integrante delle mie giornate...).
beh... ed è de andrè che alla fine vince sempre -non so che farci-
allora vi metto questa, se ti tagliassero a pezzetti, delicata quanto poco conosciuta. riporto solo la prima parte finché c'è cuoreamore tra i protagonisti. se amate i finali tristi cercatevi da soli la seconda parte: io tutta cuoricciosa come sono (non mi sorprenderei affatto se ad un certo momento uscissero dalle mie orecchie in un onomatopeico guizzo tanti cuoricini rossi come nei fumetti e le mie pupille diventassero a forma di cuoreamore... mmm... quanta melassa... mi si stanno per appiccicare le dita...) davvero non concepisco i finali non rosei...
va be', sì, sto male davvero. e allora???
ho deciso. vado a genova. sì sì. è fatta. sapete...... com'è jack lo scartatore in spagnolo??
jack el destripador...
niente. l'ho appena scoperto e mi faceva ridere... November 19 intervento del sabato sera prima di usciresola in casa, mangio la mela e lo yoghurt prima del botellón in plaza einstein. stasera partita real-barça e los chicos sono andati a vederla in un bar. qui è po' come il derby inter-milan, è la divisione di due mondi, uno tutto castigliano e l'altro tutto catalano (non so se mi spiego...). siccome io del calcio me ne stracatafotto (il belino -se i genovesi mi permettono di aggiungerlo-), anzi, già che ci sono lo odio un po', me ne sono rimasta qui a godermi il mio acquisto nuovo nuovo: un narghilè (una cachimba, come si dice qui) con tabacco alla menta e la pace della casa vuota senza uomini... ma soprattutto approfitto per commentarvi due cose che pensavo.
la prima
oggi sono sesanta giorni esatti che sono qui (e venti che non vedo gagge). ho fatto un paio di conti e i giorni passati sono più di quelli che restano. boh... constatazione così. ho già fatto un casino di cose, ne farò altre mille. 'nsomma... direi che va bene così, però cacchio se passa il tempo...
la seconda
ho titubato sul raccontarvela o meno perché non sono ancora sicura delle possibilità che ha di realizzarsi la cosa, ma poi mi sono detta: "se lo dico a tante persone poi ho un grado maggiore di compromesso e sarò spinta a mettere in pratica il proposito". dunque ecco... superprogettone di viaggio: la via del ritorno. fine esami (ma fine fine che poi in italia non me ne restano più...), inizio febbraio, fai conto il primo lunedì dopo gli esami così uso il weekend per far festa e salutare tutti bene. il momento ideale per partire. prendo armi e bagagli dopo aver spedito per posta a casa le cose più pesanti (e nella fattibilità e costo di ciò sta il vero problema) e parto per gibilterra. da lì procedo per tappe sempre lungo la costa fino a genova (dove ovviamente alla fine del viaggio iniziatico si daranno le condizioni per la riconciliazione...). gibilterra, malaga, valencia, barcellona, montpellier, marsiglia, nizza e -finalmente- genova.
che ve ne pare? fico, no?
qui aspetto valanghe di commenti -mi raccomando- e su queste note vi lancio la palla. buon sabato sera, amici, oggi sono proprio felice!
ps: ah... ho cambiato il titolo: mi ero stufata dell'altro e questo era stupido al punto giusto. poi questa definizione fa parte di me ormai e la sua origine appartiene ad altri tempi. ebbene sì, continuo ad aprire bottiglie e barattoli al primo colpo e ad esser designata per qualsiasi lavoro pesante da vero uomo, fate un po' voi... November 17 andalucía da girarebeh... i giri sono stati mille in questi dieci giorni. tant'è che mi sono anche stressata un po' e mi è venuta voglia di tranquillità. relax. pace. pantofole e calduccino di casa... ho poca voglia di città adesso. poca voglia di vedere architetture, visitare luoghi, fare foto, leggere guide, vedere musei. mi sta prendendo più voglia di vedere luoghi naturali, di camminare, di odorare, di stupirmi con il senso del sublime, con la natura che è grande e l'uomo che è piccolo. forse è il mio sogno di viaggio in polinesia che torna ad essere vivo??
filosofie a parte, i giri sono stati belli e appaganti. davvero.
córdoba
di córdoba posso dire solo che me la ricordavo meglio. quattro anni fa mi era sembrata fantastica, ora solo molto particolare. sarà che era estate, che c'erano tutti i gechi fermi appiccicati alle pareti. lo sapete che nelle tribù aborigene della polinesia -daje di nuovo- la presenza di un geco in casa è considerata di buon auspicio perchè rappresenta un legame diretto con la terra e infonde un senso di protezione in chi si trova in quel luogo (questo uno dei motivi del mio tatu)? beh... questa volta il ponte romano era chiuso per restauro e tutto aveva una luce un po' diversa. comunque bello. davvero. e belle soprattutto le colline che uniscono granada a córdoba. molto livellate, macchie gialle punterellate di verdi chiome di verdi olivi. e poi come sempre mentre viaggio, o in pullman o in treno, mi perdo troppo tra la musica e le fantasie ed è piacevole quando questi possono essere accompagnati da un paesaggio degno...
alpujarra
la alpujarra è una zona lunga circa un centinaio di chilometri che occupa il territorio a sud del parque nacional de la sierra nevada. praticamente sono tutti quei paesini abarbicati sulle pendici della sierra e da cui -tempo permettendo- si vedono tutti i monti più alti. paesini supertipiciandalusi che vivono solo di tradizione. famosi i prosciutti di trevélez, le acque minerali di lanjarón (l'acqua che ti sei comprato prima di partire per madrid, gagge, viene da l¡, per esempio), i tappeti di pampaneira e degli altri paesini, i vini di tutta la zona (se vai nelle cantine di granada è la prima cosa che bevi). è stato un giro fichissimo, anche perchè le previsioni meteo erano catastrofiche, doveva piovere di brutto e fare un gran freddo, invece alla fine abbiamo avuto una giornata caldina e di mezzo sole. la cosa che in assoluto ci ha colpito di più sono le stranezze del clima che fanno sì che così in alto (il paesino più basso è a 700m e quello più alto a 1400) crescano e si mantengano fino a autunno inoltrato piante tipicamente estive e che vogliono tanto caldo e nel frattempo ci siano piante che si possono già considerare d'altura. strano vedere una vigna vicino a un ippocastano, gelsomini ancora in fiore, platani, melograni, rosmarino fiorito e alberi da frutto vicino a conifere. l'idea è che l'estate deve durare tanto ed esser molto calda, ma anche l'inverno deve esser ben freddo... comunque abbiamo mangiato e bevuto prodotti locali, camminato tra i paesini e girato un sacco in pullman tra colline, curve e valli. una cosa che ho notato è che le strade che salgono a questi posti non sono mai brusche come le nostre. pochi tornanti, poche salite ripide. è un salire lieve e costante che ti culla da matti (che cura migliore per i miei viaggi mentali???).
úbeda e baeza
due città piccoline piccoline a circa tre ore da qui. mi hanno ricordato tantissimo quelle cittadine dell'alto lazio, dell'umbria, delle basse marche o dell'abruzzo. penso a rieti, spoleto, ascoli piceno, ma suppongo che anche l'aquila, assisi, perugia, viterbo abbiano circa le stesse caratteristiche. sono città piccole, con tanta storia, quasi tutta medievale o rinascimentale. chiesine, viuzze, scorci. è chiaro che non c'è un paragone però l'idea di massima è la stessa. insomma... dopo tanti arabeschi, tornare alla tradizione più puramente cattolica (se vogliamo dire così) non è stato male. peccato la pioggia che ha bagnato tutto per buona parte del pomeriggio e ci ha costretto (di malavoglia, s'intende!) a ripiegare su una cioccolata calda con pasta per riprenderci dal freddo pungentissimo e dall'umido umidiccio e rinunciare alla tranquillità della visita. pullman di ritorno strapieno di studenti che di domenica sera ritornavano alle di loro obbligazioni universitarie dopo il weekend a casa. buffo. è ben diverso rispetto a quando vai in stazione di domenica sera in italia, però le scene di padri e madri che salutavano figli solitari in partenza mi ha riportato alle mie domeniche sera di ritorno a forlì. c'erano alcune volte che ero anche contenta. arrivavo col treno alle 22.44, saltavo in bici col walkman e cantavo a sguarciagola fino a casa (tanto a forlì non c'è nessuno per strada neanche il sabato sera, figurati la domenica...). non che io rimpianga quei tempi (guai mai!), però è un periodo che non tornerà e allora mi fa strano riviverlo.
e poi la sierra si è nevada
sì. ondata di freddo pungente durata giusto giusto per la permanenza dei miei e dissoltasi quasi subito dopo la loro partenza ha imbiancato le vette. vedere l'immagine da cartolina dell'alhambra con dietro la sierra innevata dal vivo mi riempie tutta d'orgoglio quasi quasi patriotico. del tipo: e io ci sono stata e l'ho visto e tu no ieieieie. devo trovare l'occasione di salire al mirador un giorno che ci sia il sole a rifotografare la scena perchè così con il cielo tutto nuvolo non rende proprio. comunque il 26 novembre ufficialmente si apre la stagione sciistisca della sierra. suppongo i miei coinquilini spariranno spesso nei prossimi weekend tutti esaltati dai piccoli fiocchi di acqua ghiacciata che tutti insieme creano un candido manto sul quale scivolare urlanti dalla vetta fino a valle. potete di qui capire che il mio rapporto piacevole con la neve finisce più o meno dieci minuti dopo la bambinesca constatazione del "ooohhh, guarda, nevicaaaa!" guardando improvvisamente fuori dalla finestra. (no dai, esagero... in un passato non così lontano ho sciato anch'io e nemmeno troppo male...).
voglia di casa (o voglia di cuoriamori???)
beh... come chi mi ha sentito in questi giorni ha avuto occasione di constatare, un qualcosa che assomiglia tutto a nostalgia comincia a farsi sentire. sì, finalmente lo ammetto (qualcuno mi ha detto: "tu non vuoi ammetterlo, ma è che ti rodi di nostalgia!"), perchè in effetti è così. il fatto è che pensavo: tutti sono terribilmente esaltati per questa cosa dell'erasmus. "che fico! vai in erasmus???" "l'erasmus? che figata! festa, amici, occasioni uniche" "mica te lo dimentichi più, vedrai che poi non vuoi più tornare" "granada? io ho un amico che c'è stato in erasmus... dopo è rimasto là...". non so... è che mi sento un po' anomala. ultimamente aborro i "facili entusiasmi" come li chiamava battisti in una giornata uggiosa (non posso astenermi dal cantarla a squarciagola ogni volta che la sento). ecco. adesso che ho scritto questa frase mi sento seriosa più che mai, però il fatto è che sto benissimo davvero, mi trovo bene, mi piace, vivo un sacco di cose nuove, piacevoli e non, ma che fanno davvero parte della cosa, studio in un modo diverso da quello che ho in italia (adoro sempre di più avere a che fare con i libri e tutto quello che ci si racchiude dentro), raccolgo sensazioni, immagini, odori, impressioni e probabilemente non mi scorderò di niente (anche se per la verità raramente mi scordo di questo genere di cose). tuttavia sono distante anni luce da quello spirito che prende tutti quando vanno in erasmus. gagge dice che la conclusione è una sola: la gente va in erasmus per beccare e per quello è fuori tutte le sere e si esalta da matti. se non ha questo scopo è ben diverso. per quanto questa definizione possa risultare riduttiva non è così lontana dal vero. in questo momento della mia vita godo di una tranquillità assoluta e mi ricollego a quello che dicevo all'inizio: ho proprio voglia di tepore e di casa. di abbracci, di pace, di serenità ed equilibrio. mi sento così vicina a questa cosa che mi sembra uno spreco di energie sbattermi un sacco per stare in giro, uscire, fare cose, vedere gente. (ecco. adesso penserete che me ne sto chiusa in casa, ma non è per nulla così...). ho solo voglia di amici veri, di chiacchiere, di scambio vero di sensazioni, di opinioni, di modi di pensare, di vivere. tutto il resto lo scarto: è che non mi serve affatto per star bene, mi riempie solo il tempo e adesso che mi sento serena non ho affatto bisogno di riempirlo...
beh... non vorrei aver riempito questo intervento di troppe connotazioni morali, ma insomma... qualcuno mi diceva che non dovevo pensare al fatto che ci fosse gagge ad aspettarmi in italia come a qualcosa che limitasse le mie possibilità qui, ma dovevo considerare una fonte di felicità il fatto di avere qualcosa di così importante che mi rubasse spazio mentale e tempo all'erasmus. la cosa fica era poter avere due cose così arricchenti allo stesso tempo. ecco. penso che sia così (teresa, ti penso quasi tutti i giorni per questa cosa... ma com'è che sai sempre dirmi la cosa giusta?).
insomma, va beh... vi avrò fatto una gran confusione... però avevo bisogno di scriverle queste righe, anche per tutti quelli che mi dicono che sono contenti che mi sto divertendo e che mi sentono felice. sì, mi sto divertendo, sì, mi sento molto felice, ma il motivo principale della felicità non è legato all'erasmus come magari molti pensano. l'erasmus è solo una parentesi (o meglio, la considero così) di sana stranezza in mezzo alla quotidianità (tanto per fare una bella frase che suoni pomposa...).
beh... basta. mi impongo finalmente di mettere la piccola parolina FINE a questo intervento apparentemente interminabile. grazie della pazienza, del supporto, ma soprattutto dell'ascolto.
November 10 e vai di wirelesscari amici,
questa ci vuole...
vi scrivo oggi per la prima volta in vita mia connessa con una connessione wireless. ebbene sì, queste ed altre le potenzialità della facultad de traducción e interpretación dell'università di granada. mi ascolto de andrè in cuffia (mmm... questo sì, è un vero piacere con intorno un mondo tutto spagnolo) e traduco dallo spagnolo in italiano in attesa della lezione di inglese delle sei. in realtà c'è una cosa che non mi spiego affatto. in quasi nessun computer della facoltà è possibile usare l'usb perchè i computer sono dell'anteguerra e non ce l'hanno abilitata (ragione per cui spessissimo devo inviarmi i lavori per posta e scaricarli a casa perchè non avendo il dischetto sul portatile non posso salvarli altrimenti). quasi tutti i computer hanno win95 o 98, ci mettono sei ore a caricarsi e si impallano ogni due per tre, sempre che inizino a funzionare. eppure in tutti i piani della facoltà c'è la wireless e pare ci sia in tutte le facoltà dell'ateneo, comprese le biblioteche, le aule studio e l'edificio della mensa... beh... SSSS: sono [ben] strani 'sti spagnoli... forse ti vogliono dire: se non ti van bene i nostri computer portati il tuo da casa! comunque fichissimo! sento che ho un futuro come bucatrice di reti adesso... (le mie conquiste informatiche mi danno sempre un po' alla testa e mi pervadono di un gran senso di esaltazione ed euforia...)
perplessità climatiche
si fa davvero fatica a capire come funziona. di giorno è quasi sempre caldo. credo di non aver ancor visto una temperatura inferiore ai 13 gradi. poi cala il sole e d'improvviso viene un freddo polare (che alla fine è arrivato anche qui...), vento gelido meno cattivo di quello di genova ma delle volte più bastardo perché non te ne preoccupi e invece è insinuoso e non sai come cominci a tremare. allora la mattina ti dici: "cavoli col freddo che faceva ieri sera, oggi per lo meno un maglione..." poi sudi tutto il giorno perché c'è il sole ed è caldo. questi non sanno proprio cos'è l'umidità e in fatto di freddo la fa da padrona solo la sierra (ovviamente nevada, anche se ancora per la verità no) e forse anche un po' il fatto che la città si trova a 685 m di altezza. insomma inverni relativamente miti di giorno, ma freddissimi di notte ed estati caldissime e secchissime, ma un freschino piacevolissimo di sera. piove poco e se lo fa mai con quei temporaloni che ti affliggono le giornate per tre giorni di fila e quando finiscono è tutto allagato. piove magari forte ma per poco o sennò piove piano a lungo, ma di vera pioggia praticamente non ne ho ancora vista (dopo questa domani nubifragio assicurato!).
beh... torno alle mie linguisticherie da vero traduttore, un abbraccio a tutti. November 09 alhambralascio l'interiorità e torno a parlare dei posti...
la mia terza visita all'alhambra (la prima quattro anni fa, la seconda due settimane fa con gagge) è stata ben diversa dalle prime due. la luce del pomeriggio d'autunno come al solito apporta un'atmosfera rara e la migliore condizione in assoluto per le mie foto, quelle che voglio fare e che mi piace fare. ma più di tutto è stata l'assenza delle orde di turisti. appena finito un ponte e arrivato il freddo se ne sono tornati tutti a casa e suerte para nosotros che ci siamo visti l'alhambra con un silenzio e una pace insolite. nulla a che vedere con il fitto della prima volta in agosto.
e allora è stata l'acqua a stupirmi. il rumore che producono le mille fontanine che ci sono in ogni angolo. è stupendo sentirle risuonare tra i corridoi, nei giardini e ovunque ti giri. dà un senso di rilassamento e riconciliazione con il momento della nascita (questa mi è uscita molto new age...). impossibile sentire questi rumori quando orde di giapponesi stanno fotografando tutto e guide stravaganti raccontano anedotti palesemente falsi in tutte le lingue del mondo... dicono che 7000 persone al giorno la visitano. dicono che 300 giardinieri lavorano per mantenere i giardini nello splendore che hanno. geniali gli arabi! solo loro erano così avanti per quanto riguarda i sistemi di condizionamento e ricircolo dell'acqua. pensate cosa doveva essere agli inizi del millennio aver risolto il problema dell'acqua in una città calda e secca come questa in estate...
insomma... piccoli incantamenti. momenti di stupore e sorpresa. senso del sublime di cui parlava kant davanti alla grandezza. guardate e comparate le foto delle due visite se non l'avete ancora fatto. così vedrete che differenza di luce e di poesia tra visita mattutina e visita pomeridiana. la prossima visita -se ci sarà- di notte.
venga, un besito November 06 pensierino notturno deliriointrospezione. oggi e domani. quello che sempre mi guida quando sono all'estero. sono dentro di me e mi guardo da matti. sarà quello che mi fa venire così voglia di viaggiare? a casa non è facile introspettarsi, fuori viene naturalmente...
grazie ai miei commentatori folli. (luca, capisci più di quanto pensi. meSa mi sostieni più di quanto immagini. gli altri, siete belli maledettamente presi dalle vostre belle vite, se non fossi maledettamente presa dalla mia vi invidierei un po'!)
domani (oggi) córdoba. la mia città spagnola preferita fino ad ora. ci rimetto piede dopo quattro anni. venga, a ver qué tal...
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